Il Castello Visconteo

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IL CASTELLO VISCONTEO

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Veduta aerea del Castello Visconteo di PaviaL’imponente e scenografica struttura del Castello Visconteo di Pavia nacque come palazzo signorile per volontà di Galeazzo II Visconti, eletto nel 1360 vicario imperiale della città. I lavori di costruzione iniziarono allora e progredirono rapidamente nel tempo, secondo un ambizioso progetto che, alla fine, avrebbe collegato il Castello alla Certosa tramite un grandioso parco.

A pianta quadrata, composto da quattro corpi di fabbrica, il Castello era provvisto di torri quadrate in corrispondenza degli angoli. La regolarità dell’impianto rientrava nel modello di castello-palazzo visconteo ad anticipazione del gusto rinascimentale.

Circondato da un grande fossato, il Castello era provvisto di quattro ingressi sulle quattro ali. Gli ingressi erano protetti da rivellini, interposti tra due ponti levatoi, uno verso l’esterno ed uno verso l’interno del castello. La struttura del rivellino si coglie soprattutto in quello ovest, recentemente restaurato, che risulta tuttavia di un’articolazione più complessa rispetto a quello a sud, parzialmente conservato nella fronte, dove sono visibili le tracce del sollevamento dei ponti. Della struttura quadrilatera originaria del Castello rimangono oggi tre ali, provviste di due torri angolari.

Una veduta del cortile internoLe facciate interne del castello costituiscono una delle più singolari manifestazioni dell’architettura gotica lombarda, non riscontrabile in altri edifici lombardi del periodo. Il portico è costituito da un colonnato cilindrico; i rocchi delle colonne e le ghiere degli archi, in pietra d’Angera, spiccano sul rosso vivo del mattone.

Dotato di una grande biblioteca, ordinata da Francesco Petrarca, che alla caduta degli Sforza fu trasferita in Francia, il Castello fu arricchito per volontà del figlio di Galeazzo II, Gian Galeazzo, con decorazioni realizzate ad opera di valenti artisti tardo gotici e rinascimentali; anche Francesco Sforza, nei primi anni della sua signoria, fu committente di affreschi successivamente andati quasi totalmente perduti.

Il periodo sforzesco non modificò sostanzialmente l’originario impianto visconteo del Castello, ma nel 1469 una perizia sulle sale fu affidata al pittore  Bonifacio Bembo con l’obiettivo di rinfrescare e rinnovare tutta la decorazione affrescata.

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Gherardo Poli, La Battaglia di Pavia (particolare)A seguito della Battaglia di Pavia, che si combatté tra francesi e spagnoli  nel 1525, l’ala settentrionale fu distrutta dalle artiglierie francesi. Dopo la Battaglia, la ripresa decorativa fu portata avanti dai governatori spagnoli che presero residenza nel Castello, come attestano gli stemmi di casate spagnole nei saloni al primo piano dell’ala est.

Nei secoli successivi, il Castello fu interessato da una lenta decadenza, adibito a caserma, fino a quando - acquistato dal Comune di Pavia nel 1921 - iniziarono i primi lavori di restauro.

Dal secondo dopoguerra il Castello è sede dei Musei Civici di Pavia, che comprendono la sezione archeologica e altomedievale con gli splendidi reperti goti e longobardi, la sezione Romanica e Rinascimentale, la Pinacoteca Malaspina e del Seicento e Settecento, la Quadreria dell’Ottocento, la Donazione Morone, il Museo del Risorgimento, la Gipsoteca e il Museo etnografico Robecchi Bricchetti, oltre a uno spazio adibito ad esposizioni temporanee. Con il restauro delle Scuderie del Castello, i Musei Civici si sono recentemente arrichiti di un ulteriore spazio espositivo.